Mettere un titolo come quello sopra è un po' azzardato e altrettanto liberatorio, quello che scriverò qui sotto in parte non darà ragione a quello che il titolo afferma con sfrontata euforia, ma è anche sinonimo di un cambiamento, un cambiamento che interesserà tutti i BlackBerryani e tutti gli sviluppatori, un cambiamento che sta iniziando proprio in questi giorni.
Tutto ha inizio lo scorso lunedì col rilascio da parte di RIM dell'SDK per lo sviluppo su PlayBook in perfetta simbiosi con Adobe AIR sia su Windows che su Mac; come se non bastasse RIM regalerà ad ogni sviluppatore la cui applicazione sarà approvata per PlayBook prima del lancio il dispositivo stesso è comunque un ottimo incentivo!
Così anche chi non è uno sviluppatore professionista e si diletta, con Adobe AIR è in grado di creare semplici applicazioni (guardate un attimo questo tweet) e chi magari con qualche competenza in più e un paio d'ore di tempo libero riesce addirittura a tirare su un proprio browser. In realtà quella del browser è una situazione che seguivamo da un paio di giorni, quando Mike Kirkup (Director of Developer Relations at RIM) ha tweettato QUESTO messaggio, incuriosendoci.
Fino a qui tutto molto bello, sarete daccordo con me, ma il fatto è questo: lo sviluppo su BlackBerry PlayBook è ai primi stadi e soprattutto il dispositivo non arriverà almeno fino ad anno nuovo (extra nord America nel Q2), e ado oggi i nostri sviluppatori sono alle prese con mille risoluzioni, mille versioni di sistema operativo (mixare le due voci precedenti) e un OS che è sicuro e stabile ma non permette chissà quali libertà, BlackBerry6 incluso che già fa passi da gigante rispetto al 5. La morale è che a tendere le cose si semplificheranno, non dimentichiamoci che QNX dovrebbe passare da PlayBook ai nuovi Smarphone, ma fino a quel giorno le cose rimarranno esattamente come sono ora a livelli di sviluppo, con tutti che chi programma per BlackBerry tuttosommato riesce a tirar fuori anche applicazioni funzionali e graficamente appaganti.
Qualcosa sta cambiando, ma ci vorrà tempo, un tempo che RIM già deve recuperare sul fronte sviluppo senza permettersi passi falsi.